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Mastella vuole l’esercito per Napoli. E Fassino ha proprio ragione...

E si ritorna a parlare di Napoli. Dopo gli ultimi terribili ma, in un certo senso perverso, ormai ordinari fatti di sangue, il ministro della Giustizia Clemente Mastella annuncia che incomincia a pensare seriamente ad inviare l’esercito a Napoli per fronteggiare l'emergenza criminalità, e che arrivati a questo punto quantomeno l'"ipotesì non è più un tabù".

Segue ovvia girandola di dichiarazioni. Rifondazione e i Verdi sono contrari, alcuni esponenti della destra favorevoli, chi vuole l’esercito in missione di pace, ed il coordinatore della Procura antimafia partenopea che fa notare: “Altro che esercito, ci voglio più investigatori”.

A questo punto un’associazione d’idee ed una piccola domanda. Il sindaco di Bologna Sergio Cofferati è stato contestato perché avrebbe utilizzato la Polizia Municipale in maniera forse un po’ troppo ‘energica’, tanto da arrivare al punto che i vigili fermassero e portassero ammanettato in questura persino l’ex assessore filosofo Stefano Bonaga perché, colto a girare in motorino senza casco, aveva opposto resistenza a pubblico ufficiale (ma perché, in fondo Bonaga non è un cittadino come tutti gli altri?).

Domanda. Chissà quanti sono i vigili urbani a Napoli e come sono stati utilizzati in tutti questi anni? E, se chi ha fatto il sindaco avesse avuto la stessa testa di Cofferati, chissà come sarebbero andate le cose…

Purtroppo a Napoli, pensa un po’, capita non soltanto di non capire bene come siano utilizzate le risorse umane, ma di vedere anche che risorse economiche destinate al lavoro della polizia municipale come due milioni e mezzo di euro siano gettati nella spazzatura perché si è fatto un errore nel prendere le misure dei carri attrezzi. Però alla fine si chiedono sempre più poteri, più mezzi e più uomini.


E poi tra le tante dichiarazioni finalmente ne ho letta una con la quale mi sono trovata in pieno accordo. Il segretario dei Ds Fassino, intervistato nella trasmissione di Giuliano Ferrara sul caso Napoli, sostiene che “è un esercizio demagogico rimpallarsi le responsabilità”. ”Il degrado della città ha radici così profonde e complicate per cui o c'é uno sforzo di tutti o non ne usciamo. Non ne esce nessun governo, nessuna amministrazione pubblica”.  “Napoli è un punto di criticità per cui la stessa parola emergenza non dà il senso della situazione drammatica in cui la città versa”.

Responsabilità? A chi?! Dal 1993, cioè da tredici anni, il centrosinistra governa con pieni e indiscutibili poteri il Comune di Napoli, la provincia di Napoli, la Regione Campania, molti mezzi d’informazione e praticamente ogni entità che possa prendere decisioni in quel territorio.

E chissà se Fassino ritiene che queste possano essere ‘radici’ abbastanza ‘profonde e complicate’. D’altronde sarebbe ‘un esercizio demagogico rimpallarsi le responsabilità’. Per Napoli ‘la stessa parola emergenza non dà il senso della situazione drammatica in cui la città versa’.

Cavolo, oggi sono proprio d’accordo con Fassino.



Post pubblicato da PigiamaMedia.

 

Pubblicato il 30/10/2006 alle 17.21 nella rubrica Altra Napoli.

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