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29 novembre 2006

"Qualcosa sta cambiando". Sostiene Bassolino.

Al termine della visita a Napoli del Capo dello Stato il governatore della Campania dichiara che "qualcosa sta cambiando" e "che la sua visita ha messo in luce agli occhi del Paese le tante esperienze d'eccellenza su cui la nosta città può contare".

Ha ragione, presidente Bassolino.
Effettivamente qualcosa sta cambiando, ed è il fatto che finalmente si avverte il crollo del mito del suo presunto rinascimento napoletano, una leggenda mediaticamente costruita ad arte (qualche volta anche con poco commendevoli attacchi ai giornalisti, come chi ha visto l'ultima puntata di Report ha avuto modo di ammirare), sulla quale si è ormai impietosamente sollevato il velo della complicità e dell'informazione embedded. E' il fatto che dodici anni di gestione praticamente totale del potere in una regione devono pur raccontare qualcosa di una classe politica (di governo, ma anche di opposizione) che c'era, e in tutto questo qualcuno ci dovrà pur vedere un nesso, alla fine.
Ed è il fatto che, tra le esperienze d'eccellenza su cui la città può contare, si ha la forte sensazione che ormai nemmeno la sinistra si sogni più di mettere i suoi ultimi dodici anni, caro presidente Bassolino.




permalink | inviato da il 29/11/2006 alle 0:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


24 novembre 2006

Deaglio, operazione Caimano numero due

Se anche stavolta la montagna dovesse partorire un topolino…

Il film denuncia di Deaglio uscito oggi nelle edicole è certamente un’operazione editoriale ed imprenditoriale ottimamente riuscita da parte del direttore di un giornale.

Fin dalle dieci del mattino era infatti assolutamente impossibile trovare una copia di Diario, che per l’occasione credo abbia battuto ogni record di vendita. Non male come risultato per un giornale che di solito di copie ne vende proprio pochine.

Dal punto di vista di un comunicatore politico e ancor più di un militante di sinistra l’operazione sembra invece essere assai meno azzeccata. A questa storia dei brogli, diciamo la verità, non ci crede proprio nessuno, nemmeno da quella parte. E non è forse un caso che l’attore che interpreta Gola profonda in questo film sia proprio Elio De Capitani, lo stesso che faceva la parte di Berlusconi nel «Caimano» di Nanni Moretti. Questo infatti sembra essere, proprio come il Caimano, l’ennesimo tormentone autolesionista per la sinistra, che parte con gran clamore ed un’infinità di presentazioni pubbliche, prosegue generando critiche annoiate e in questo caso anche dubbiose, e che annega, in ultimo, in un mare di oblio e di banalità, persino con l’effetto collaterale di ricompattare l’elettorato del ‘terribile nemico’.

Anche un non troppo attento osservatore percepisce nelle dichiarazione degli esponenti del centrosinistra un certo sfondo di scetticismo ma, soprattutto, il timore che si tratti dell’ennesima operazione Tafazzi. Sembra essere irrimediabile: c’è una parte della sinistra che resta ben lontana dal livello dei colleghi europei, e che si ostina a propinare la solita marmellata antiberlusconiana anziché proporre una seria ricetta politica alternativa con le riforme di cui l’Italia avrebbe certamente bisogno, e che conferirebbero agli eventuali riformatori autorevolezza e credibilità sia sullo scenario nazionale che su quello internazionale.

Di questa tendenza è vittima soprattutto l’altra sinistra, quella non massimalista, che viene oscurata perché tanto a far caciara sono sempre gli altri. E al centrodestra non resta che ringraziare per il favore non richiesto. Persino Bertinotti sembra averlo capito.

Basta farsi un giro anche soltanto tra i blogger di centrosinistra per percepire subito un certo disagio e tanti dubbi verso questo ennesimo trambusto mediatico che ha tutte le premesse per essere una nuova montagna che partorirà un topolino.

Chiariamoci: considero i brogli elettorali un argomento di tutto rispetto, e c’è persino una sentenza che afferma che io stessa ne sarei stata vittima un po’ di anni fa, con danni rilevanti.

Ma ho anche imparato che quando si ha un sospetto del genere occorre andare subito dai magistrati, non invece parlare, parlare, parlare.

Allora alcune domande ritornano: ma perché Deaglio e gli altri non sono andati dai magistrati? E perché fino ad ora non lo avrebbe fatto nemmeno nessun esponente del centrosinistra? E come mai sin dall’inizio è stata proprio la CdL a chiedere che venissero ricontate le schede? E qualcuno che abbia un po’ di conoscenza delle cose del mondo e della politica ritiene in tutta sincerità che un uomo come Pisanu sarebbe arrivato e si sarebbe esposto fino a questo punto?

E in ultimo, se alla fine l’inchiesta ci dirà che era tutta una bolla di sapone e se si dovesse scoprire che broglio non vi è stato, Deaglio si assumerà verso il centrosinistra la responsabilità politica di un eventuale disastro mediatico?

PigiamaMedia




permalink | inviato da il 24/11/2006 alle 17:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa


23 novembre 2006

Intervista a Jole Santelli, deputato di Forza Italia

Su InPolitica.net una breve intervista nella quale parla di norme sulla cittadinanza, della questione sicurezza, della presenza femminile in politica, di Grande Coalizione.

                                            

Jole Santelli è deputato di Forza Italia e componente della Commissione Affari Costituzionali e della Commissione Antimafia. Nella precedente legislatura è stata la più giovane a far parte della squadra di governo ed ha ricoperto per cinque anni il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia.


Forza Italia ha criticato aspramente il disegno di legge Amato sul diritto di cittadinanza agli immigrati dopo cinque anni di permanenza in Italia, e lei è la prima firmataria alla Camera di unaproposta di legge su questo tema. Voi che cosa proponete?
 
Che la cittadinanza venga data agli stranieri che realmente si siano integrati nel nostro Paese e che pertanto conoscano la nostra lingua, la nostra storia, i nostri principi fondamentali, e che quindi facciano proprio il patto costituente della Repubblica.

La differenza sostanziale è che il governo commette l'errore di confondere l'accoglienza con la cittadinanza. Lo Stato può accogliere chi legalmente vive nel proprio territorio, ma la cittadinanza costituisce la concessione della sovranità.

Uno schieramento trasversale ha dato vita ad un comitato referendario per abolire l’attuale legge elettorale. Che cosa pensa di questa iniziativa?

Posso tollerare qualsiasi legge elettorale salvo quella che preveda l'introduzione delle preferenze, strumento in alcune zone del Paese di clientela e del mal costume della politica.

Nel governo Berlusconi è stata sottosegretario alla giustizia, ed in questa legislatura fa parte della commissione affari costituzionali. In questi giorni il ‘caso Napoli’ è diventato una questione politica centrale. Quali interventi ritiene che vadano intrapresi per questa città, e più in generale sul tema della sicurezza?

Innanzitutto recuperare risorse per la sicurezza al contrario di quanto fa il governo in questa finanziaria con la quale sostanzialmente azzera le risorse. La sicurezza si fa con i fatti e non con le parole, quindi meno passerelle e maggiore coerenza per ciò che si promette alla gente e ciò che realmente si attua.

La presenza femminile in politica secondo lei è cresciuta o si è fatta più debole in questa ultima legislatura?

Dai dati sembra cresciuta e credo che le polemiche sulle quote rosa, indipendentemente dalla mancata approvazione del disegno di legge, abbia provocato un problema politico all'interno di tutti partiti e quindi favorito l'ingresso delle donne.

Si è parlato spesso del rilancio di Forza Italia. Se Berlusconi le chiedesse di indicargli tre priorità per il partito quali potrebbero essere secondo lei?

1) azzeramento dei califfati locali, soprattutto laddove coloro i quali si fanno scudo della forza politica di Forza Italia non ne rappresentano in alcuna parte la reale impostazione
2) investirei molte risorse nella formazione politica soprattutto tra le nuove generazioni
3) istituirei un reale criterio di merito, si ottiene perché si lavora con correttezza e non per altri motivi

Se potesse tornare indietro nel tempo e correggere un errore che secondo lei c’è stato da parte del governo Berlusconi, quale errore correggerebbe?

Accettare le dimissioni del ministro Tremonti.

Quale pensa sia un errore di buona fede fatto dal governo di centrosinistra? E quale invece la colpa principale che gli si possa imputare?

Con Prodi presidente escludo la buona fede. La colpa principale è aver fatto sì che la bussola della politica di governo sia non la costruzione ma l'odio e la vendetta, non solo contro l'opposizione ma anche contro la maggioranza.

Nel futuro prossimo lei vede possibile ed auspicabile una ‘Grande Coalizione’?

La vedo difficile e sarebbe auspicabile solo se le forze politiche decidessero di essere corresponsabili di scelte impopolari ma necessarie per il Paese. Temo però che si tradurrebbe in un infinita serie di veti incrociati.

Se domani potesse battezzare con il suo nome una legge, quale vorrebbe che fosse la 'Legge Santelli'?

Una legge che riveda l'esercizio dell'azione penale e riaffidi l'iniziativa investigativa alla polizia giudiziaria, cioé una legge che recuperi i giusti confini tra sicurezza e giustizia, e restituisca ad un organo politicamente responsabile le politiche di sicurezza.

Il sito internet di Jole Santelli: www.jolesantelli.it


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permalink | inviato da il 23/11/2006 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa


17 novembre 2006

Manuale per dismettere la propria mediocrità in una mossa sola (dedicato a Crozza, per stavolta)

Accade che in Italia se senti di essere o se qualcuno incomincia ad insinuare che tu sia in fondo soltanto un mediocre giornalista, un mediocre comico, un mediocre uomo di spettacolo, c’è una facile ed immediata soluzione a tutto questo. è sufficiente infatti che tu riesca ad inventarti una grande provocazione, un’offesa dirompente che faccia legittimamente e seriamente incavolare qualcuno, e che poi questo qualcuno manifesti pubblicamente di essere un po’ risentito per tutta la melma che gli stai gettando addosso, ed il gioco è fatto. Ecco che tu potrai subito invocare solidarietà al grido di ‘censura’ ‘censura’ ‘censura’.

Basta poco, per esempio è sufficiente che insulti il Papa (tale pratica è tuttavia profondamente sconsigliata per i ministri del culto di altre confessioni religiose, attieniti a quella cattolica).

Ed ecco che come col bianchetto la parola ‘mediocre’ scomparirà per sempre dalla tua immagine e forse pure dalla tua autoimmagine, e tu diventerai finalmente vero giornalista, vero comico, vero uomo di spettacolo. Pure perseguitato. E, dunque, in virtù di cotanto torto subito, diventerai persino uno di cui ci si accorge e di cui sembra di sentire la mancanza se lo tolgono dal palinsesto.

Beh, se arrivi a fare questo allora chi può più fermarti? Provaci, c'est facile.




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16 novembre 2006

Alieni

Domanda: "La comunicazione dei politici italiani è spesso noiosa, vecchia e stanca. Perché non rinnovano il loro linguaggio per andare incontro alla gente?"
Risposta: "Perché incontro alla gente non ci vanno; sfido a trovare un politico che prenda un autobus, un taxi, che faccia davvero la coda all'aeroporto, che prenda un treno che non sia un Eurostar super comodo. La verità è che sono degli alieni, non hanno la percezione di come gira il mondo, sono fuori dalla realta''".
Daniele Capezzone nell'intervista di Igor Righetti al settimanale 'Visto'.

Si cerca disperatamente qualcuno che voglia smentirlo.




permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


14 novembre 2006

Quando il blog non è soltanto ‘giornalettismo’

Forza dei blog ed impegno civile. Se sono partite le inchieste per il video choc con le violenze su un ragazzo down è merito di due blogger: ma la stampa non se lo ricorda, la politica non lo sa.

Avevo intenzione di recensire quelli che a mio parere sono i blog ‘da visitare’. Ma come sempre l’attualità spesso precede le proprie intenzioni, ed allora ecco che occorre subito dire due parole circa la forza di un blog.

Nei giorni scorsi infatti gli amici Gregorj e Loska del blog giornalettismo.ilcannocchiale.it hanno segnalato con insistenza che circolavano in internet due video choc nei quali i compagni di scuola deridevano, insultavano e picchiavano un ragazzo down, persino alla presenza di un’insegnante che in uno dei video appariva, più che rassegnata, del tutto indifferente alla raccapricciante scena.

All’inizio questa denuncia dei giornalettisti è stata lanciata un po’ in solitudine, ma loro non si sono arresi ed hanno insistito.

Ed  è scoppiato il caso. Dopo qualche giorno la polizia postale ha sequestrato il filmato a seguito della denuncia della senatrice Baio, che aveva recepito la loro segnalazione; è poi stata informata dell'accaduto la Procura dei Minori di Roma, che ha disposto il sequestro del cortometraggio, ed ha contestualmente avviato accertamenti per acquisire notizie. A questo punto tutti i giornali, telegiornali e mezzi d’informazione si sono mossi, si è scatenata la rituale pioggia di dichiarazioni da parte degli esponenti politici, ed il ministro Fioroni ha annunciato che il ministero della Pubblica istruzione si costituirà parte civile contro i responsabili, in quanto l’episodio"lede gravemente la dignità della persona umana e arreca rilevanti danni al mondo della scuola".

Sul caso al momento vi sono due inchieste, una a Roma e l’altra a Milano. Presto o tardi attraverso i gestori del motore di ricerca Google la magistratura potrà individuare i responsabili del fatto e chi abbia caricato su internet quel video. E questo sarà senz’altro il risultato più importante.

Vorrei tuttavia soffermare l’attenzione anche su come, in tutta questa situazione, alla fine quasi nessuno abbia ricordato che sono state prima di tutto l’attenzione e l’insistenza da parte degli autori del blog Giornalettismo a dare la stura a questa vicenda che, altrimenti, sarebbe forse rimasta nascosta nei meandri della rete ad intrattenere qualche sadico e stolto ragazzino, donando probabilmente una totale impunità ai protagonisti del video (insegnante compresa). E detto per inciso: essendo Gregory e Loska al secolo anche dei giornalisti, se avessero voluto avrebbero forse potuto speculare ampiamente in prima persona sulla notizia, anziché denunciarla con un oscuro nick attraverso il loro blog. So dunque che per loro la preoccupazione non è certo quella di attribuirsi la paternità ed il merito di questo intervento, e che a questo punto sono comunque contenti così, ma mi sembra utile fare un’ulteriore riflessione su come stia cambiando la comunicazione e su quanto peso stiano assumendo i blog, sebbene nella vulgata comune questi stentino ancora ad assurgere a dignità di vero mezzo di comunicazione.

Persino quando accade che, a un blog di satira, tra uno sfottò ed un altro, scappi anche di essere per una volta avamposto di coscienza civile.

Anche su PiuBlog.it




permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 0:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


9 novembre 2006

Taglio tutto ma non la politica

Ai cittadini sono richiesti sacrifici di ogni sorta ed in ogni ambito. Ma le spese di tutto quello che ruota intorno alla politica continuano invece indifferentemente a lievitare.

Ha ragione Padoa Schioppa quando parla di disintossicazione, di cura severa.

Siamo un Paese troppo appesantito dalla spesa pubblica. Certo. Anche i comuni devono ridurre le spese. E tutti gli enti pubblici. E anche la Croce Rossa. E chi più ne ha più ne metta.


Ma poi, si viene a sapere che…

Che poi arrivano i senatori da accattivare, quelli che uno ne vale cento, quelli più senatori degli altri, che spingono l’onorevole Vladimiro Crisafulli a sbottare «Era megghio annare al Senato: se sei senatore conti qualcosa».

E allora accade che un emendamento nella finanziaria stanzi ben 14 milioni di euro per gli italiani all’estero, cioè per quelli che non pagano le tasse in Italia ed il cui neo-voto di fatto condiziona il parlamento e la politica italiana. Ma questo era soltanto uno scherzo: si trattava principalmente di uno spostamento di risorse al solo scopo di beffare e concupire il voto del senatore Pallaro, il quale scopre l’escamotage. Giochi da finanziaria.

E poi c’è una leggina fatta su misura per un micropartitino (composto da un solo senatore ed un solo deputato) volta a far recuperare all’unico senatore della formazione valdostana “Autonomie, liberté, democratie” Carlo Perrin, il rimborso elettorale di circa 180.000 euro che, altrimenti, a causa di un ritardo nella presentazione della domanda, sarebbe invece andato perduto. Si tratta soltanto di sanare un errore di procedura, certo, ma questa volta si è stati stranamente solerti.

E poi capita che il Sole 24 Ore del 7 novembre ci informi sul fatto che al comitato promotore del referendum contro la riforma costituzionale con la legge di conversione del decreto contenente la manovra-bis lo scorso luglio siano stati aggiunti circa 240mila euro in più rispetto alla somma del rimborso previsto in partenza: un bel regalo per i referendari, che oltretutto potranno pretendere i complessivi 495mila euro persino in un’unica soluzione, anziché a rate. E dunque il ministero dell’Economia è già in ritardo nel pagamento. Lo stesso articolo ci informa pure che anche i rimborsi elettorali per le spese delle ultime elezioni politiche sono stati ritoccati all’insù dal decreto Bersani-Visco: la nuova circoscrizione Estero costa infatti al contribuente 738mila euro in più, da ripartire equamente fra tutti i gruppi politici.

Il quotidiano Libero ci segnala poi che il parlamento avrebbe votato all’unanimità, senza clamore e senza astenuti (e chi mai poteva astenersi su una cosa del genere?), un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.132 euro al mese ciascuno.

E Gennaro Sangiuliano su L’Indipendente ci informa infine che, stipendi dei deputati a parte, nonostante la presidenza del frugale Bertinotti, le spese di Montecitorio continuano a crescere e la sola Camera dei Deputati continua a costare davvero cara e amara al contribuente: sei milioni di euro per i condizionatori, circa tre milioni per rifare gli ascensori, cento per le spese straordinarie, e 750mila euro per le sedie ergonomiche negli uffici (questa, francamente, proprio se la potevano risparmiare).


Non ho mai condiviso certe battaglie un po’ demagogiche circa gli stipendi e gli appannaggi dei parlamentari, e per esperienza personale ritengo anche che molte cifre che vengono diffuse e fatte circolare siano spesse piene di imprecisioni e di arrotondamenti in eccesso. Tuttavia qualche scelta che in questo momento volesse rappresentare una maggiore vicinanza ai cittadini ed al ‘popolo bue’ a cui vengono richiesti ripetuti sacrifici sarebbe forse cosa gradita e consigliabile.

E non renderebbe forse il ceto politico un po’ meno antipatico e distante?

Anche su LiberoBlog e PigiamaMedia.




permalink | inviato da il 9/11/2006 alle 1:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa


7 novembre 2006

Un indulto poco Amato e qualche piccola dimenticanza

Meno male che la politica nostrana ha la memoria corta, così da noi anche un ministro dell’interno è libero di rilasciare dichiarazioni senza troppo pericolo che qualcuna di queste possa suonare come una gaffe, o debba rischiare con facilità di creare sottili e striscianti sgradevolezze ed imbarazzi istituzionali.

Il ministro dell’interno Giuliano Amato legittimamente dichiara di aver accettato con sofferenza l’indulto.

Peccato che meno di un anno fa, alla marcia di Natale per l’amnistia e l’indulto ci fosse proprio lui: anzi, l’allora senatore a vita ed oggi Capo dello Stato Giorgio Napolitano faceva addirittura parte del comitato promotore di quella manifestazione.

Ma sono soltanto in pochi a ricordare certe cose. Meno male.




permalink | inviato da il 7/11/2006 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


6 novembre 2006

Rabdomanzie molisane

Ho come la sensazione che non occorrano grandi doti divinatorie per scommettere che le elezioni regionali in Molise le vincerà Iorio.
E in proposito mi vengono subito in mente due ragioni. La prima attiene alla comunicazione.
Molti ormai sanno che uno dei candidati è Iorio, ma alzi la mano chi ricorda il nome dell'avversario.
Anche la seconda attiene alla comunicazione. La CdL sostiene che si tratti di un test per il governo, il centrosinistra che sia soltanto un'elezione locale. Come ha ricordato un amico che ama discettare di queste cose, a parti invertite ricordano lo stesso tipo di comunicazione politica che facevano i due schieramenti alla vigilia delle ultime elezioni amministrative, e ricordiamo come andò.
E poi forse ce ne sarebbero anche altre, di ragioni.

Facciamo così, chi perde questa scommessa si impegna solennemente a comprare il calendario Lav. Chi la vince, se vuole, può farlo lo stesso.




permalink | inviato da il 6/11/2006 alle 2:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 novembre 2006

Le promesse di Prodi sui diritti animali: la Lav chiede che adesso diventino realtà. Corri in piazza anche tu!

Ricordo a chi non l'avesse già fatto di andare subito in piazza ai tavoli organizzati dalla Lav per chiedere che le promesse fatte nel programma dell'Unione sul tema dei diritti animali diventino realtà. Oggi è l'ultimo giorno, segui i link e partecipa attivamente anche tu!   
www.lav.it


E’ tutto scritto a pagina 153 del programma “Per il bene dell’Italia” con cui l’attuale coalizione di governo si è presentata alle elezioni.


Il Governo si è impegnato nei seguenti ambiti:

  • Vivisezione: progressiva abolizione della sperimentazione animale e promozione dei metodi alternativi di ricerca
  • Diritti: riconoscimento degli animali nella costituzione come esseri senzienti
  • Allevamento, trasporti, macellazioni: revisione delle leggi attuali per salvaguardare il benessere degli animali
  • Caccia: rispetto delle direttive europee e cancellazione delle deroghe all’attività venatoria.
  • Conservazione della biodiversità e sviluppo delle aree marine protette.

Pagina 153 rappresenta una grande opportunità per l’affermazione dei diritti degli animali. La LAV si batterà per trasformare in fatti le promesse di pagina 153.
Per questo sabato 4 e domenica 5 novembre saremo il oltre 350 piazze, il tuo aiuto è indispensabile per far sentire la nostra voce e chiedere nuove leggi che migliorino in modo concreto la vita di milioni di animali.
Puoi partecipare venendo a trovarci ai tavoli informativi più vicini, dove potrai firmare la cartolina rivolta al Governo e, se vuoi, potrai sostenerci ancora di più scegliendo il calendario fotografico d'autore LAV 2007.
Leggi pagina 153: clicca qui (fonte: dsonline.it)




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3 novembre 2006

Grande Coalizione e Partito del Lavoro le prossime sorprese per Prodi?

L’ormai monitoratissimo senatore Sergio De Gregorio, eletto con il partito di Di Pietro e resosi poi completamente autonomo, prima accettando l’elezione alla presidenza della Commissione Difesa come eletto dal centrodestra, e poi con la fondazione del movimento Italiani nel mondo, sostiene che ci siamo. Che la Grande Coalizione stia per nascere è secondo lui "un'ipotesi assolutamente conseguibile, che non viene cavalcata solo da Berlusconi ma anche dall'interno del centrosinistra".

E chi sostiene che potrebbe essere a capo della Grande Coalizione? "I leader che possono guidare il Paese sono tanti. E' evidente che l'area dei moderati guarda con interesse alla figura istituzionale di Marini, ma anche alla grande capacità del ministro D'Alema. Il quale, seppure non debba essere accusato di partecipare a complotti e congiure, cosa che non è, potrebbe essere il vero faro-guida di un'operazione istituzionale".

Ma se dovesse esserci, la Grande Coalizione non potrebbe comunque che essere un espediente di breve durata, dal momento che proprio nel miglior laboratorio in cui si sta sperimentando, cioè in Germania, pare che questa soluzione già non entusiasmi proprio più. E questo nonostante da quelle parti l’economia sia in ripresa ed i conti vadano meglio che in Italia. Secondo i sondaggi, infatti, il governo Merkel registrerebbe un forte calo di consensi: il partito della cancelliera sarebbe al 28%, un minimo storico negli ultimi sei anni. Non è detto che ciò segni la crisi del modello di Grosse Koalition, tuttavia pare proprio che in generale i cittadini preferiscano una linea politica chiara da parte di un solo schieramento ad una situazione di delicati equilibri e compromessi su ciascun tema che non riesce mai ad entusiasmare, e che tende a lasciare una sensazione di frustrazione un po’ a tutti. Non che questo attualmente in Italia non si verifichi già con il governo uscito dalle elezioni del 9 aprile…

Ad ogni buon conto nel frattempo il premier Prodi cerca di coprirsi politicamente le spalle e di scongiurare questa temibile (per lui) ipotesi, affrettando la costituzione del Partito Democratico, con l’intento evidente di neutralizzare il temuto asse Marini-D’Alema che vorrebbe indebolirlo.

Ed a sinistra sembra formarsi con minor clamore anche una nuova realtà: il cosiddetto   Partito del lavoro”.  Questo progetto dovrebbe veder coinvolta infatti un po’ tutta la sinistra-sinistra che non si riconosce nel futuro Pd e che non vuole rinunciare all’identità socialista, abbracciando un modello di confederazione sulla falsariga dell’organizzazione della Cgil. Con un Cesare Salvi che a Radio Radicale sostiene di temere che il Partito Democratico voglia nascere nella rincorsa a chi propone più tagli alle pensioni, questo Partito del Lavoro appare come un disegno che, con tante chiacchiere in meno di quelle sprecate per un ancora dubbio Pd, potrebbe invece diventare presto una realtà, a voler dimostrare ancora una volta che a sinistra le differenze fondamentali sono tante ed inevitabili.

Ma Fassino tenta di sgomberare il campo da dubbi, affrettandosi a ribadire che se cade Prodi si torna al voto.

Sarà.




permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 2:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


3 novembre 2006

La bella del giorno – “Ora basta nuove tasse”

Pare proprio che durante l’ultima riunione con i capigruppo dell'Unione alla Camera il (vice?) ministro dell'Economia Vincenzo Visco abbia detto: 'Signori, ora basta con nuove tasse’.




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2 novembre 2006

Ma facciamo un patto politico: bonifichiamoci da Calderoli

Questa mattina i giornali sono pieni delle ultime dichiarazioni del vice presidente leghista del Senato in cui definisce Napoli una ‘fogna’, e delle relative controdichiarazioni sdegnate di esponenti politici di destra, di sinistra e del centro che lo criticano e annunciano pure di averlo querelato.
Ovviamente l’autorevolezza di Calderoli non ha alcun potere di offendermi né in quanto napoletana (né in quanto terrestre in generale), tuttavia sono un po’ preoccupata all’idea che continuando a commentare le sue smargiassate gli si possa rendere un servizio migliore di quanto si farebbe annegandolo del tutto in una gigantesca pozza di oblio. Negli ultimi anni il governo deve avergli fatto assai male, ed è evidente che ora è un po’ nervosetto perché la sua ‘stella’ politica
sembra andar volgendo verso il capolinea. Non vorrei però che dovessimo consolarlo troppo sprecando tanto inchiostro e troppi bit in suo nome.

Oltretutto quello che forse urta di più sono le parole che utilizza. ‘Porcellum’, ‘topi’, sono termini riferiti al mondo animale che lui trasforma liberamente in insulto, alimentando così un’incultura che, oltre che i meridionali, non rispetta neanche gli altri esseri viventi. Ma un giorno forse qualcuno potrebbe ingiuriare chi gli taglia la strada urlandogli ‘Calderoli!’.
In effetti la storia da un certo punto in poi ha insegnato che per far fuori qualcuno lo strumento migliore è quello di ignorarlo completamente. Perché allora la classe politica ed il mondo dell’informazione non stringono un sano patto di unanime silenzio che ci bonifichi dal Calderoli furioso e lo scaraventi finalmente in una meritata dimenticanza ?
Prometto che questo blog da oggi si atterrà a questo intento. Nel frattempo desidero dedicargli un ultimo generoso pensiero con il ritratto che ha dato di lui l’ex presidente del Senato Marcello Pera: "E' solo un cavadenti che non sa da che parte stia la cultura". Il che, ovviamente, non vuole intendersi come un insulto ai dentisti di scarsa capacità.

Anche su PigiamaMedia.




permalink | inviato da il 2/11/2006 alle 0:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


1 novembre 2006

La Jervolino: io non c'entro!

Circa il degrado di Napoli sono stati sollevati dei dubbi, diciamolo, anche un po’ volgari circa eventuali responsabilità politiche, non dico del centrosinistra in quanto tale, ma di una ben precisa classe politica individuabile con nomi e cognomi che in questi ultimi 13 anni ha amministrato con pieni poteri Napoli e tutto il territorio campano.

Ma un’intervista di oggi li ha dissolti completamente, questi dubbi.

Corriere della Sera, pagina 3.

IL SINDACO IERVOLINO

«Una mattanza, ma non ho nulla da rimproverarmi»

Ohibò! Verrebbe da dire.




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