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26 luglio 2006

Il Sarchiapone Democratico

Da prima delle elezioni si è incominciato a discutere del costituendo e futuribile Partito Democratico. E la prima cosa che viene da constatare è che ancora una volta tocca dare una definizione all’americana per inquadrare le categorie della nostra politica. E vabbè.

Ma poi, all’indomani della tornata che ha visto il centrosinistra vincere sul filo di lana, qualcuno ha incominciato ad invocare il Partito Democratico come l’entità che avrebbe dato finalmente un senso allo schieramento, la casa che avrebbe finalmente accolto i senza casa del centrosinistra e reso fratelli coloro che erano su posizioni avverse, il soffio d’entusiasmo per chi era demotivato e, last but not least, un vero partito per il Presidente del Consiglio. E al tempo stesso si tratterebbe di una formazione volta ad annientare di fatto gli attuali partiti che vi confluirebbero e le loro eventuali imposizioni politiche al capo del governo.

Ma l’impressione è che, invece, a parte alcuni movimenti che intenderebbero davvero far partire dal basso questa nuova creatura, la maggioranza della politica politicante che dovrebbe dargli vita ami tesserne le lodi ma in concreto non lo voglia affatto, e il povero embrione di Partito Democratico sia vissuto un po’ da tutti come ‘la figlia della sora Camilla’. O, per usare una definizione che incomincia a circolare a furor di popolo, come il Sarchiapone del terzo millennio.

E allora Prodi per incominciare a fare sul serio e stabilire delle date in proposito propone prima un seminario, poi entro il 2007 i congressi di Margherita e Ds, e infine la presentazione del PD alle europee del 2009, data per il momento abbastanza lontana per rischiare di comportare l’assunzione di impegni seri. E, quando tutto manca, in mezzo anche una bella consultazione del popolo delle primarie.

In effetti il Partito Democratico sembra voler essere, nelle intenzioni e nei fatti ed ammesso che nasca mai, più un’unione d’interesse tra oligarchie partitocratriche che un matrimonio d’amore e di democrazia.

Se sarà già difficile che una simile realtà giunga a trovare un punto di sintesi sui temi economici, anche per quanto riguarderà i temi etici ci si chiede se i laici ed i cattolici attualmente presenti in quello schieramento desiderino davvero giungere ad un soggetto che esprima una marmellata di posizioni frutto di compromesso, o non preferiscano piuttosto che vi sia qualcuno che continui ancora a rappresentare la pienezza delle loro opinioni ed idee.

Post pubblicato da Libero Blog




permalink | inviato da il 26/7/2006 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

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